CREDITI FORMATIVI PER GLI ARCHITETTI: CENSURA E SOSPENSIONE PER CHI NON È IN REGOLA 
Il 31 dicembre 2016 si è concluso il primo triennio di aggiornamento continuo obbligatorio per gli architetti, e il CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori) è stato chiaro: per chi non è in regola con l'acquisizione dei 60 crediti formativi professionali (CFP) stabiliti dal regolamento sono previste sanzioni durissime. 
CENSURA E SOSPENSIONE 
Inizialmente il mancato conseguimento di tutti i crediti formativi era considerato solo come illecito disciplinare, ma non erano previste precise conseguenze per gli inadempienti. Nel settembre 2016, invece, il CNAPPC ha modificato l'art. 9 del Codice Deontologico, stabilendo due diversi tipi di sanzione per gli architetti che non sono in regola con la formazione continua. Nel caso in cui mancassero un massimo di 12 crediti formativi (pari al 20% dei crediti totali), è prevista la censura, cioè la dichiarazione formale delle mancanze commesse. 
Per gli architetti che devono ancora acquisire più di 12 crediti formativi, invece, è prevista la sospensione, cioè l'interruzione temporanea dell'esercizio della professione per un numero di giorni equivalente al numero di crediti mancanti. La sospensione comporta gravi conseguenze anche dal punto di vista previdenziale: l'architetto, infatti, viene cancellato da Inarcassa per tutto il periodo del provvedimento in quanto perde, seppur momentaneamente, il requisito di continuità dell'esercizio professionale, che è uno dei requisiti indispensabili per l'iscrizione all'ente di previdenza. Dovrà quindi continuare a versare i contributi calcolati in base al reddito annuale prodotto, ma potranno essere frazionati i contributi minimi, che vengono calcolati in base ai mesi di effettiva iscrizione ad Inarcassa. COME RIMETTERSI IN REGOLA La modifica apportata al Codice Deontologico dal Consiglio Nazionale degli Architetti è sicuramente severa, ma prevede anche la possibilità di rimettersi in regola con l'acquisizione dei crediti tramite il “ravvedimento operoso”: gli architetti che sono in ritardo con la formazione continua potranno infatti conseguire i crediti mancanti entro sei mesi dalla scadenza del triennio di aggiornamento (quindi entro il 30 giugno 2017), termine massimo dopo il quale scatterà l'applicazione delle nuove sanzioni da parte dei Consigli di disciplina. 
60 CREDITI ANCHE PER IL TRIENNIO 2017-2019 
Il CNAPPC ha confermato che per il triennio di aggiornamento 2017-2019 i crediti formativi totali da conseguire rimarranno 60 (e non 90, come ipotizzato inizialmente), di cui almeno 12 per attività di aggiornamento e sviluppo professionale continuo sui temi della deontologia e delle discipline ordinistiche.


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