LA DIRETTIVA BOLKESTEIN: NOVITA’ PER LICENZE E VENDITORI AMBULANTI
Novità in arrivo per i commercianti italiani: da gennaio 2017 entrerà in vigore la riforma basata sulla tanto discussa Direttiva Bolkestein (Dir. 2006/123/CE).
COSA PREVEDE LA DIRETTIVA BOLKESTEIN
La direttiva Bolkestein, recepita dal Governo Italiano già nel 2010 con il D. Lgs n. 59/2010, prende il nome dall’olandese Frits Bolkestein, ex commissario europeo per la Concorrenza ed il Mercato Interno, e riguarda la libertà di stabilimento e circolazione dei prestatori di servizi all’interno del territorio europeo. In parole povere, il suo obiettivo è quello di permettere a qualsiasi cittadino comunitario di proporre la propria attività in tutti i Paesi della Comunità Europea, semplificando le procedure amministrative e burocratiche per il suo esercizio ed evitando che esistano disparità di trattamento in base alla nazionalità del prestatore di servizio. Per raggiungere questo obiettivo la Direttiva Bolkestein prevede essenzialmente la creazione di “sportelli unici” tramite i quali poter adempiere a tutte le formalità necessarie, anche via internet e l’eliminazione di qualsiasi autorizzazione discriminatoria basata sulla nazionalità.
Naturale conseguenza della Direttiva è quindi la scadenza delle vecchie concessioni rilasciate dagli enti locali, che verranno riassegnate con appositi bandi secondo i principi della nuova normativa.
LE PROTESTE DEI COMMERCIANTI AMBULANTI IN ITALIA
L’oggetto delle tante proteste dei commercianti ambulanti italiani è non solo l’ampliamento del mercato anche nei confronti dei cittadini comunitari di altri Stati, ma soprattutto l’art. 70 del D. Lgs 59/10, che prevede la possibilità per le società di capitali di partecipare ai bandi per l’assegnazione delle licenze. Le concessioni rilasciate negli anni dagli enti locali dovranno essere rimesse al bando entro maggio 2017, e i commercianti temono che le nuove disposizioni creino un “eccesso di concorrenza” che penalizzi le piccole imprese, soprattutto quelle familiari, come è già accaduto con l’avvento della grande distribuzione nel settore alimentare. Sembra però che questa evenienza possa essere limitata dalla possibilità per i singoli enti locali di prevedere un numero massimo di posteggi all’interno dei mercati da assegnare a ciascun soggetto giuridico.