PROFESSIONI 2.0: NASCE IL TRADUTTORE DI SOTTOTITOLI DI VIDEO
Dall'ingegno di quattro studenti dell'Università di Nizza, tra i quali una ragazza italiana, è nata “WeTrad”, una piattaforma digitale per la traduzione audiovisiva. Nasce così ufficialmente la professione di traduttore di sottotitoli di video.
IL PROGETTO
Il progetto parte dalla necessità di rendere accessibile ad un pubblico sempre più ampio il materiale presente su Internet, in particolare quello pubblicato tramite video da videomakers non anglofoni, che stenta a diffondersi nel web rispetto a quello pubblicato in lingua inglese.
Negli ultimi anni, infatti, si è assistito al diffondersi in Internet dei video, intesi non solo più come strumento ludico, ma anche e soprattutto come mezzo di informazione con finalità divulgative e istruttive.
Youtube è sicuramente il canale più utilizzato, ma esistono anche altre piattaforme di condivisione di video, come Vimeo. In questo scenario, i quattro giovani studenti della Facoltà di Lingue e Traduzione dell'Università di Nizza, hanno pensato di sfruttare le conoscenze e le competenze acquisite durante gli studi per fondare una vera e propria agenzia specializzata nella traduzione audiovisiva in Internet. Il trampolino di lancio di questo progetto sarà la traduzione in italiano, russo e cinese dei contenuti pubblicati in francese dal canale Youtube “Nota Bene”, dedicato alla storia della Francia e seguito da oltre 400.000 utenti.
L'obiettivo è quello di rendere comprensibile le informazioni del canale anche ad un pubblico internazionale che non conosce la lingua francese, per poi mettere a disposizione questo servizio anche ad altri youtubers e videomakers che vogliono estendere la loro platea di utenti.
LE OPPORTUNITÀ PER IL FUTURO
In un mondo sempre più orientato al digitale, anche la professione di traduttore di sottotitoli di video non può che inserirsi nell'elenco delle professioni 2.0 che rispondono alle crescenti esigenze del pubblico del web.
Gli esperti di questa professione dovranno padroneggiare non solo le lingue straniere (anche quelle più difficili e meno studiate) ma anche gli strumenti della comunicazione digitale, per tentare di tradurre al meglio e dare risonanza su Internet al messaggio originale.